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GIAPPONE: CURIOSITÀ E STRANEZZE (PER NOI OCCIDENTALI)

Prima di scrivere l’ articolo sul Giappone ci ho riflettuto tanto. Ho deciso di fare un’ articolo sensoriale, emotivo ed esperienziale senza nessuna informazione o consiglio di viaggio. Oltre al fatto che il web ne è pieno, il Giappone l’ ho vissuto in un viaggio di gruppo quindi senza organizzare in prima persona.

Al contrario di tante persone ho voluto andare in Giappone non perché fosse una meta che desiderassi ma perché non capivo il motivo di tanta gente innamorata di quel paese. Ora l’ ho capito.

Che dire, sapevamo tutti avessero il loro modo di pensare particolare, ma… qua si parla di un mondo a parte! Spesso ironizziamo sul loro modo di esser turisti dicendo tra noi “sembri un giapponese, hai sempre la macchina fotografica in mano” ma vi assicuro che noi nella loro terra siamo uguali, sempre a fare foto. Ogni angolo, ogni cosa è diversa da ciò che noi siamo abituati a vedere.

Non sono sicura di aver preso un aereo, sono più orientata su un’astronave!

Allacciate le cinture, sarà una lunga e divertente lettura!

TOP 8 CURIOSITÀ E STRANEZZE GIAPPONESI

1. IL GABINETTO GIAPPONESE

C’era una volta una gruppo di viaggiatori, che arrivati stremati nelle loro stanze d’albergo, si sono recati uno alla volta a soddisfare i loro bisogni corporei… e BOOM! Da quel momento la loro vita è cambiata per sempre.

Immaginati di trovare la tavoletta del water riscaldata. Ma non parlo della sensazione di quando qualcuno è stato al cesso per due ore prima di te. Parlo di un vero e proprio scaldino sotto il culo. E con questo ho detto già tutto.

Parliamo delle altre funzioni: Il bidet. Il bidet dentro il gabinetto. Ricordo ancora la prima domanda che mi sono fatta: ma lo spruzzo viene dall’acqua dello scarico? Proviamo. Ho cliccato il pulsante per attivare il lavaggio del didietro, senza ovviamente immaginare che lo spruzzo avrebbe bagnato tutto il muro di fronte. Vi lascio immaginare.

Il bidet esiste in due versioni: quello anteriore e quello posteriore. E’ possibile regolare l’intensità del getto e la sua posizione. Ma non parlo di un mini-getto. Parlo di un getto che potrebbe traforarti anche l’ anima (maschietti fate attenzione).

Un’altra funzione geniale presente soprattutto nei bagni pubblici è il suono delle foreste amazzoniche o del ruscello, azionabile se non vuoi farti sentire dalla gente che ti sta intorno.

E vogliamo parlare della tavoletta che si alza automaticamente appena apri la porta del bagno?

Ma non è tutto, ho letto che è presente anche l’aria calda da attivare per asciugarsi dopo il lavaggio, ma per quanto io abbia cliccato ogni pulsante, non l’ho mai trovata.

Dai bagni dei ristoranti ai bagni pubblici nelle stazioni, credimi se ti dico che avrei mangiato sui gabinetti per quanto fossero puliti. Mai trovato uno sporco.

Ok, mi sono soffermata abbastanza sull’argomento wc, ma non vedevo l’ora di parlartene!!

2. SBORNIA

Devi sapere che, nonostante sembrino tutti perfettini, appena usciti da lavoro, ogni giorno della settimana, i giapponesi si riducono come stracci, verso le 17/18 del pomeriggio.

Fare una passeggiata per le strade da quell’ ora in poi, diventa una scena da ridere o un percorso ad ostacoli!

Non dimenticherò mai un ragazzo giapponese ubriaco con un sacchetto (le buste normali in plastica per intenderci) con i due manici intorno alle orecchie comodo per vomitarci dentro. O un anziano che in metropolitana, riconoscendo la nostra provenienza, si è messo a cantare “o sole mio” a tutto volume.

Ovviamente, siccome l’organizzazione ai giapponesi non manca, hanno pensato a tutte le evenienze per non rientrare in quelle condizioni: le docce pubbliche per tornare a lavoro la mattina senza puzzare di alcool, i loculi pagati a ora per riposare nel post sbornia, o la vendita di mutande e camicie pulite nei market per potersi cambiare! Fantastici i Giapponesi.

3. IL RISPETTO

Per loro non penso esista il termine rubare, penso non sia neanche concepibile. Ti racconto questa. Mi è capitato di dimenticare lo zaino con portafoglio e telefono su una panchina a “Legoland” mentre saltellavo allegramente in tutto il parco. Quando me ne sono accorta (circa dopo 2 ore) il mio zaino era ancora lì, sulla panchina come lo avevo lasciato.

Ma a proposito di rispetto, volevo parlarti anche di come i giapponesi portano rispetto verso la fila. Che sia fila per entrare in metro, per arrivare alle casse o anche solo per attraversare la strada.

Ogni posto in cui vai, se stai entrando, uscendo o andando verso un punto preciso, devi fare attenzione a notare se è presente la fila, per poi metterti ordinatamente dietro l’ultimo: è una cosa a cui tengono un sacco! Anche se il treno non è ancora arrivato, loro già da quindici minuti prima o più, si posizionano in fila uno dietro l’altro, in paziente attesa. Sono davvero molto ordinati, e lo si nota semplicemente dal fatto che ovunque tu stia passeggiando, che sia in un parco o nel marciapiede, tengono il lato secondo il senso di marcia delle loro strade: si sta sempre a sinistra.

Una cosa buffa che mi ha fatto molto sorridere è che noi, da buoni italiani, passeggiavamo per le strade a mandrie occupando tutto lo spazio e i giapponesi in bicicletta rallentavano e aspettavano di riuscire a passare senza mai usare il campanello (a questo punto penso sia solo di decoro) e se riuscivano bene, altrimenti aspettavano dietro.

4. I SUONI

Già dal primo momento in cui abbiamo messo piede in metro, siamo stati accolti da…UN CARTONE ANIMATO. Te lo giuro, vai su YouTube e cerca “Yamanote Line Melodies”. Ecco, sentirai alcuni dei jingle per ogni fermata.

Immagina di essere seduto in metro, sei stanco e vuoi chiudere un attimo gli occhi e non vedi lo schermino con le fermate, o ti perdi la voce che annuncia la prossima. Ed ecco che una volta fermato il treno, sentirai la magica musica alla Nintendo, unica per ogni fermata, che ti farà capire se è l’ora per te di scendere o se rimanere seduti e tenere chiusi gli occhi.

Musichette simili sono presenti letteralmente ovunque: ascensori, casse, quando infili il bancomat nel pos, quando entri in un negozio, in metro, quando cammini, quando salti, quando lanci un guscio a qualcuno, quando sbatti le palpebre… Insomma, avete capito, è come essere in un videogioco.

5. LE MASCOTTE

In Giappone di ogni cosa c’è un personaggio, per ogni treno esiste il personaggino che lo rappresenta, o un vagone dedicato ad un cartone. Ho visto gente in giro con il loro peluche a forma di Pokémon, e non parlo di bambini. Se vedi un cartello per strada, non ci sono solo scritte, ma un apposito personaggio con un fumetto che annuncia quello che annuncerebbe un normale cartello senza disegni. Ma non è tutto. In strada ogni tanto ti passano davanti i GoKart di Super Mario. E tu lì sei confuso, che non capisci che manifestazione sia. E invece no. È la normalità.

6. LE MACCHINETTE

Ma passiamo all’argomento macchinette, il mio preferito dopo il gabinetto.

Inizio dalle più semplici, quelle automatiche delle bibite. Ecco, sono presenti praticamente ovunque, quindi non preoccuparti di soffrire la sete in Giappone perchè davvero non esiste il pericolo! Ti trovi in strade desolate dove c’ è il nulla più assoluto? Lei ci sarà. La macchinetta con mille bevande strane dai gusti più disgustosi (ad esempio la bevanda al mais o alle cozze). Ah quasi dimenticavo, le trovi anche nei cimiteri o sopra ai monti.

Un altro tipo di macchinette sono quelle in cui infili la moneta, ruoti il cosino (bo non so come si chiama) e scende la pallina di plastica con dentro la “sorpresa”.

Ecco, in Giappone è letteralmente PIENO. Metri e metri di queste colonnine ruba soldi, per cui adulti e bambini impazziscono. Solitamente vicino a queste sopracitate, si trovano anche sale giochi immense con persone indemoniate per cliccare il più veloce possibile tutti i pulsanti. Impressionante te lo giuro.

7. LOCALI A TEMA

Sono rimasta affascinata da due categorie di locali in Giappone.

I primi sono gli “Animal Bar”, che danno la possibilità, pagando l’entrata oltre che il consumo dei prodotti, di passare del tempo con gattini, cuccioli di shiba, gufi, conigli, maialini ma anche caprette e rettili.

Alcuni miei compagni di viaggio sono entrati nei “Neko cafè”, la caffetteria con i gatti ma io personalmente mi sono rifiutata, non mi piaceva troppo l’ idea.

L’ altra categoria di locali molto famosi sono i “maid cafè”. Una volta varcata la soglia ci si trova in un mondo surreale. Gli arredi interni non sono uguali per tutti i maid, alcuni hanno uno stile semplice e sobrio, come un comune cafè occidentale, ma altri lasciano davvero senza fiato. I più curati e ricercati presentano uno stile “casetta di Hello Kitty”, con un trionfo di colori pastello che spaziano dalle pareti al pavimento. Le sedie sono ornate con soffici cuscini dall’aspetto spumeggiante, possibilmente di colore rosa o fucsia. Ma qual’è la vera particolarità? Che all’ingresso il cliente viene accolto da una maid, naturalmente vestita in modo impeccabile e oserei dire provocante, con trine e merletti sull’abito corto e con le maniche a palloncino.

8. IL CIBO

“Ichiran” è una catena di ristoranti (indubbiamente il più buono in assoluto) di Ramen. Il ruolo del cameriere per l’ ordinazione è sostituito da una macchinetta (similare a quella del nostro mc donald’s per intenderci) e hanno sale disposte a mangiatoie (passatemi il termine) in cui ognuno “mangia con sua nonna”. Separé per ogni postazione e difronte a te una tendina che il cuoco alza ogni volta che la tua pietanza sarà pronta facendotela scivolare sul tuo pezzetto di tavolo (il tutto seguito da un inchino).

Per quanto riguarda il sushi, al contrario di ciò che si pensa, non è così comunemente mangiato dai giapponese ma considerato un cibo pregiato da consumare in occasioni particolari. Comunque sappi che dopo aver provato il sushi in Giappone, il sushi in Italia non avrà più lo stesso sapore.

E tu, conosci altre stranezze sul Giappone?

Buon viaggio!

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